Inghilterra e Caraibi. È Barbados, mix irresistibile tra la pettinata geometria britannica e la scarmigliata spensieratezza tropicale. Suadente e magnetica, Barbados – per trecentotrentaquattro anni parte dell’impero britannico, sino al novembre del 2021 -, che al bianco delle spiagge affacciate su onde color turchese contrappone aspre scogliere a picco sull’Oceano Atlantico. A ovest Nettuno lambisce la costa accarezzandola, mentre a est il mare spumeggia con vigore e s’infrange sullo spaccato più selvaggio dell’isola, punteggiato da brughiere. Un continuo gioco di sponda e di contrasti, Barbados: disegnata da architetture coloniali inglesi, nell’entroterra è percorsa da piantagioni di canna da zucchero mentre negli abissi tutela relitti di navi naufragate nei secoli scorsi, oggi presenti tra i fianchi vulcanici e la barriera corallina “frangiata”. Un habitat naturale dalle cromie cangianti, un eterogeneo mondo marino con coralli, barracuda, mahi mahi, wahoo, kingfish, marlin e tartarughe Hawsbill. Preludio di avventure alla scoperta di paesaggi pelagici sono gli oltre quaranta siti di immersione, con escursioni diurne e anche notturne, idonee a tutti i livelli di abilità. L’ottima visibilità e la temperatura dell’acqua – che si attesta generalmente oltre i venticinque gradi centigradi -, infatti, rendono l’isola una “destinazione diving” perfetta per tutti. Soprattutto tra febbraio e maggio – quando vi sono meno precipitazioni -, ma anche a giugno, luglio e novembre. Paradiso del surf, Barbados vanta venti sognati dai migliori surfisti worldwide: da ottobre a marzo le onde corrono tra i due e i dodici piedi, mentre il resto dell’anno l’altezza massima è di sei piedi.
Rum, fondali e cristalli
Isola della canna da zucchero e del rum – che si produce in loco da quattro secoli -, Barbados affascina per il suo procedere nell’alveo delle tradizioni inglesi: la guida è a sinistra, il tè delle cinque di pomeriggio è un rito irrinunciabile, lo sport più popolare è il cricket e i ritratti della regina Elisabetta II e di re Carlo III sono disseminati ovunque. Così come costellano il mare di Barbados le navi nei fondali, primo fra tutti il Folkestone Marine Park – situato al largo del villaggio di Fitts, sulla costa occidentale -, che ospita nelle sue acque il relitto della celebre – nonché visitabile – nave Stavronikita. Le navi da cargo Pamir e Friar’s Crag, invece, più a nord, sono due navi gemelle dalla sorte differente: la prima, situata in un punto riparato non lontano dalla costa, è ancora miracolosamente intatta, mentre la seconda è quasi completamente distrutta. Quanto rimane della Friars Craig, invece, a ovest e a sud dell’isola, è diventato habitat naturale di centinaia di razze e di tartarughe marine. E da non perdere a Barbados è proprio il bagno con le tartarughe Hawksbill partendo in barca da Carlisle Bay che oltre a essere il porto di Bridgetown è anche e soprattutto un parco marino protetto che custodisce nelle sue acque sette relitti di navi così vicine fra loro da poter essere esplorate durante un’unica immersione. Non solo diving, però. A Barbados si può scendere a quaranta metri di profondità a bordo degli Atlantis Submarines, sottomarini con una trentina di posti e con oblò che consentono di ammirare i fondali, l’oro rosso dei coralli e una miriade di pesci caraibici. Nell’entroterra, intanto, tutto un susseguirsi di giardini botanici e laghetti, parchi e riserve naturali, fiumi e grotte sotterranee: fra queste l’Harrison’S Cave e la sua “Sala dei cristalli”. Lunga una quarantina di metri, è forziere prezioso di stalattiti e stalagmiti di quarzo scintillante.
Luciana Francesca Rebonato per Sartoria Linguistica
Bermuda: centottanta isole di cui sette collegate fra loro da ponti, così vicine da sembrarne una sola e a forma di amo da pesca. Spiagge con sabbia soffice come talco – e sbuffi di colori che sfumano dal rosa pallido al malva per giungere al bianco latte – e onde che spumeggiano in cromie turchesi, barriera corallina e navi negli abissi. Un dipartimento d’oltremare britannico, Bermuda, fiero di esserlo – i celebri calzoni Bermuda, peraltro, non sono nati qui ma a Londra, e furono i militari della Royal Navy i primi a indossarli – con la passione per il golf e la nautica. «Il più piccolo grande luogo del mondo», scrisse Mark Twain a proposito di Bermuda, arcipelago così poliedrico e cosmopolita da consentire numerose direttrici di scoperta, tutte con un comune denominatore: il mare. E che mare: sono circa seicento le coloratissime specie che popolano le acque di Bermuda alle quali si affiancano grotte, relitti di navi e golene, un invito al quale è difficile rinunciare, soprattutto se si è appassionati di immersioni, sci nautico e windsurf. Senza dimenticare pesca d’altura, nuoto con i delfini, kayak e vela. Quanto alle spiagge, Bermuda vanta le spiagge “più technicolor” di tutto l’oceano Atlantico: la costa sud distende al sole la maggiore concentrazione di spiagge con sabbia rosa e in questo spaccato di Bermuda spicca l’intrigante Elbow Beach, che declina in una curva dolce simile a un gomito, da cui deriva il suo nome. Situata a Paget Parish, è molto vicina alla città di Hamilton ed è perfetta per lo snorkeling. Lunga, ampia e sempre sulla costa sud è Horseshoe Bay, una lingua di sabbia rosa nell’area di Southampton Parish, fra le più belle spiagge del mondo. Per gli appassionati di snorkeling la meta è Warwick Long Bay: oltre mezzo miglio di spiaggia nel Warwick Parish – fra le spiagge più “riparate” – così come – sempre nel Warwick Parish – appartata e circondata da ripide scogliere è Jobson’s Cove, piccola e splendida. Sulla costa nord orientale si trova Tobacco Bay – situata a St. George’s Parish -, iconica spiaggia di Bermuda. Agli appassionati di storia marina, Bermuda regala oltre quattrocento relitti disseminati sui fondali, alcuni risalenti al quindicesimo secolo. Se i relitti avvincono negli abissi, sulla terraferma svettano al cielo due imponenti fari: uno ottocentesco e costruito in pietra locale, l’altro è invece il famoso Gibb’s Hill, del 1846 e tuttora in funzione. E a proposito di continuità, un esempio dell’attaccamento di Bermuda alle sue tradizioni è il fitto calendario di celebrazioni fra le quali spicca la Peppercorn Parade, che si celebra annualmente ad aprile nella vecchia capitale St. George’s: una rievocazione in costume d’epoca, durante la quale i notabili di Bermuda pagano un simbolico chicco di pepe al governatore inglese per l’affitto della State House, l’antico edificio del governo.
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Sea glass, lo scintillio di Bermuda
Un compendio di meraviglie naturali, l’arcipelago di Bermuda, fra le quali spicca lo scintillio dei “sea glass” di Bermuda, un variopinto tesoro di Nettuno costituito da frammenti di vetro che il mare protegge, trasforma e poi ridona alla terraferma dopo un lungo processo di “levigazione e lucidatura” da parte del moto ondoso. Il risultato? Spiagge con piccole gemme dai colori più brillanti con bagliori di verde, marrone, bianco e – più raramente – rosso e blu. Con la bassa marea è più facile individuarle, soprattutto sulle spiagge di Black Bay Beach – nord-ovest -, Building Bay e Alexandra Battery & Beach, entrambe situate sulla punta nord orientale.
Luciana Francesca Rebonato per Sartoria Linguistica
Ottanta e sessanta. Sono i numeri dell’Unesco che ricorrono nel 2025 nel Regno Unito: l’ottantesimo genetliaco dalla data di fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura avvenuta a Londra nel 1945 e i – circa – sessanta siti disseminati in Gran Bretagna, destinazioni naturali e culturali dalla fama planetaria. Dagli aspri paesaggi delle Shetland alla verticalità delle scogliere stemperate in estuari sinuosi dell’Isola di Wight passando per il Lake District, la Cornovaglia e il Devon, per esempio. Con evergreen del calibro della Torre di Londra, il palazzo e l’abbazia di Westminster, la cattedrale di Canterbury, Exeter ed Edimburgo, Bristol e Bath, Brighton e molti altri ancora. Un’alchimia di unicità che si estende alle Riserve della Biosfera e ai Geoparchi, un viaggio nel tempo e nella storia lungo direttrici di unicità. Vediamone alcuni.
Lake District, Cumbria
È famoso per le sue iconiche colline illuminate da squarci di luce che passano attraverso nuvole che corrono veloci, i suoi laghi scintillanti e l’eredità letteraria, il Lake District, per secoli musa ispiratrice di poeti, avventurieri ed escursionisti. Il viaggio può iniziare dal Dove Cottage e Wordsworth Grasmere, l’antica abitazione di William Wordsworth -considerato insieme a Coleridge il fondatore del movimento romantico in Inghilterra -, nella quale compose alcune delle sue opere più famose. La visita racconta soprattutto la vita creativa di Wordsworth attraverso una collezione di manoscritti, diari, lettere, poesie pubblicate e oggetti personali. Dalla letteratura alla preistoria con il Castlerigg Stone Circle: il mistico anello neolitico di pietra, precedente a Stonehenge, che offre un panorama stupefacente sui Laghi. Il lato più selvaggio dei Laghi conduce invece a Wild Human, sinonimo di esperienze outdoor dal bushcraft al nuoto in acque libere fino a corsi di sopravvivenza nella natura incontaminata della Cumbria. Dal sole al sottosuolo con avventure nella miniera di ardesia di Honister, dove le scalate su vie ferrate e i tour sotterranei consentono di rivivere il periodo industriale della regione.
Vallo di Adriano, Northumberland
Con la bussola puntata verso i paesaggi selvaggi dell’Inghilterra settentrionale si arriva al Vallo di Adriano, uno dei siti più emblematici del patrimonio Unesco in Gran Bretagna. Fondato dai Romani quasi duemila anni al fine di sorvegliare la frontiera settentrionale dell’impero, la monumentale struttura affascina ancora oggi con le sue dimensioni e i suoi siti archeologici. Dalle rupi spazzate dal vento del Forte Romano di Housesteads al tesoro di Corbridge – oggetti in ferro rinvenuti nel 1964 presso il sito -, camminare lungo il Vallo di Adriano consente un viaggio nel tempo. Si possono anche seguire le orme dei legionari romani lungo il “Sentiero del Vallo di Adriano”, un percorso panoramico a “lunga distanza”: si tratta di un sentiero nazionale di centotrentacinque chilometri che si snoda da costa a costa, offrendo viste spettacolari della campagna del Northumberland. Un’escursione completa richiede circa una settimana, ma si possono percorrere tratti più brevi, passeggiando fra rovine ben conservate e musei che illustrano la vita romana sulla frontiera.
Paesaggio minerario della Cornovaglia e del Devon occidentale, Cornovaglia e Devon
L’eredità mineraria della Cornovaglia e del Devon occidentale è intessuta nelle aspre scogliere, nelle brughiere ondulate e nelle valli nascoste di questo paesaggio annoverato nel patrimonio dell’Unesco. Un tempo cuore dell’industria mondiale del rame e dello stagno, la regione è oggi un forziere di siti storici, paesaggi costieri e avventure all’aria aperta. Dalle rovine delle abitazioni – denominate “case-motori” – appollaiate sopra l’Oceano Atlantico alle storie dei minatori che hanno plasmato questa terra, esplorare la zona è come entrare in un libro di storia. Si può iniziare il viaggio a St Michael’s Mount, un’isola soggetta alle maree e ricca di leggenda, camminare lungo la strada – rialzata – con la bassa marea o esplorare il castello medievale, i giardini subtropicali e ammirare il regno di Nettuno. Per una “fuga culturale con vista”, da non perdere è il Minack Theatre, un anfiteatro all’aperto scavato nelle scogliere sopra Porthcurno. Creato da Rowena Cade negli anni Trenta del Novecento, ospita opere teatrali, musical e spettacoli da primavera a ottobre, il tutto sullo sfondo delle onde che si infrangono sulle scogliere sottostanti. Per assaporare la Cornovaglia a ritmo lento, l’ideale è il Camel Trail, un percorso panoramico di ventotto chilometri lungo una linea ferroviaria dismessa. Il suo tracciato si stempera attraverso boschi, estuari e l’affascinante cittadina di Padstow.
Castelli e mura di Re Edoardo in Gwynedd, Snowdonia (Eryri)
Statuari giganti di pietra. Sono i castelli e le mura urbane di Re Edoardo a Gwynedd, annoverati fra le più belle fortificazioni medievali in Europa. Costruiti alla fine del XIII secolo da Edoardo I per conquistare il Galles, queste roccaforti – Caernarfon, Conwy, Harlech e Beaumaris – rimangono imponenti esempi di architettura militare. Ma al di là delle loro mura fortificate e dei merli strategici, questa regione offre numerose direttrici di scoperta. Per un viaggio panoramico si consiglia la Snowdon Mountain Railway, che dal 1896 conduce sulla cima della vetta più alta del Galles: mentre il trenino sfreccia verso i 1.085 metri di altitudine, il paesaggio dal finestrino scorre come in uno dei migliori slideshow. Per quattro passi nella cultura, invece, ci sono le rovine del palazzo vescovile di St Davids, un tempo dimora dei vescovi medievali e oggi intrigante sito storico. In questa città, la più piccola della Gran Bretagna, è stato deposto Davide di Menevia, il santo patrono del Galles.
Natale in Gran Bretagna. Più eclettica che mai, in questo periodo dell’anno, quando le luminarie, le decorazioni e le vetrine addobbate accompagnano i passi in una danza di scintillii e cromie. Effervescente e al contempo intimista, la Gran Bretagna dall’Avvento all’Epifania è costellata da mercatini di Natale: un’atmosfera ritmata dal susseguirsi di casette in legno o da bancarelle colorate che si snodano lungo le vie dei centri storici delle città. Una tradizione antica che affonda le radici nel passato, si stempera nel presente e propone oggi come ieri oggetti artigianali: c’è solo l’imbarazzo della scelta, dai manufatti perfetti per idee-regalo alle decorazioni per l’abete, il presepe e la casa passando per capi d’abbigliamento, libri, giocattoli e squisitezze enogastronomiche. E, ancora, spettacoli, attrazioni su ghiaccio, Christmas carols, eventi e appuntamenti con la tradizione. La magia ha inizio.
Londra – Hyde Park
21 novembre 2024 – 5 gennaio 2025
A partire dalla fine di novembre 2024, Hyde Park Winter Wonderland trasforma uno dei parchi reali londinesi in un vero e proprio villaggio natalizio di grande atmosfera. Nel cuore della città, il “Paese delle meraviglie” ospita la ruota panoramica trasportabile più alta del mondo e il “Magico regno di ghiaccio” costituito da oltre cinquecento tonnellate di ghiaccio e neve a 10 gradi centigradi di temperatura, ricco di sculture e opportunità di divertimento. Il parco accoglie i visitatori con una serie di attrattive e record: al suo interno, infatti, si trovano la più grande pista di pattinaggio all’aperto della Gran Bretagna e il “Munich Looping”, con maestose montagne russe trasportabili.
Londra – Covent Garden
15 novembre – 5 gennaio 2025
Covent Garden incarna l’essenza del Natale londinese. Da novembre a gennaio, questa zona iconica si trasforma in un paradiso invernale che incanta visitatori di tutte le età. Il Market Building, fulcro di Covent Garden si veste a festa con oltre quaranta campane dorate e dodici maestose sfere natalizie, creando uno spettacolo suggestivo mentre sulla West Square un imponente albero di Natale alto 18 metri offre lo sfondo perfetto per emozioni senza tempo.
Exter – Mercatino di Natale della cattedrale
15 novembre – 15 dicembre 2024
Il mercatino di Natale della cattedrale di Exter, il più grande del Devon, è una celebrazione festosa con oltre cento chalet che propongono regali artigianali, prodotti locali e street food. Con bar a tema, intrattenimento e ingresso gratuito alla cattedrale di Exter, questo mercatino cattura lo spirito “pagano” della città. Oltre al mercatino di Natale, è in scena un calendario di eventi, spettacoli, mostre e attività per grandi e piccini.
Newcastle – Mercatino di Natale
16 novembre – 22 dicembre 2024
Il mercatino di Natale di Newcastle, che si svolge in Grey Street, Grainger Street a Old Eldon Square, ospita circa quaranta bancarelle
che propongono dall’artigianato ai prodotti gastronomici passando per le decorazioni e i regali. La maggior parte dei commercianti proviene dalla regione del Nord-Est. Il mercatino ospita anche un villaggio natalizio, un laboratorio di elfi a un bar alpino Moosenvirt.
York – Mercatino di Natale
14 novembre -22 dicembre 2024
Il pluripremiato mercatino di Natale di York torna dal 14 novembre 2024 con settantacinque chalet alpini lungo il Parliament e St. Sampson’s Square. Il mercatino mette in mostra l’artigianato locale ele prelibatezze stagionali mentre una giostra d’epoca in King’s Square contribuisce a creare un’atmosfera magica. Circa l’ottanta per cento dei commercianti proviene dalle Yorkshire, promuovendo le imprese locali e la sostenibilità
Edimburgo – Mercatino di Natale
15 novembre 2024 – 4 gennaio 2025
Il Mercatino di Natale di Edimburgo inizia il 15 novembre 2024 e prosegue fino al 4 gennaio 2025. E’ chiuso il giorno di Natale ma è aperto la Vigilia per acquistare regali last minute tra cui oggetti di artigianato e prodotti natalizi tradizionali. Il mercatino si svolge negli East Princes Street Gardens e nei West Princes Street Gardens, garantendo una vista panoramica sul castello di Edimburgo e un facile accesso ad une delle principale icone della città. Oltre ai mercatini, una serie di eventi anima la città nel periodo che precede il Natale e l’Hogmanay – parola scozzese che indica l’ultimo giorno dell’anno, come il Castle of Light che consente spettacolari giochi di luce sulle mura del castello di Edimburgo,mentre la Torchlit Procession del 29 dicembre è il suggestivo preludio alle celebrazioni dell’Hogmanay.
Bath – Mercatino di Natale
28 novembre – 15 dicembre 2024
Il mercatino di Natale di Bath è una chicca per intenditori, uno dei mercatini di Natale più sostenibili della Gran Bretagna e offre un emozionante esperienza sullo sfondo della storica architettura georgiana della città. Oltre centocinquanta chalet in legno lungo le strade, ideali per acquistare regali realizzati a mano, artigianato locale, gioielli e articoli per la casa, specialità gastronomiche e bevande per le festività. Una considerevole percentuale di commercianti proviene da Bath e dalle aree circostanti. Il mercatino è anche sinonimo di intrattenimento con cori e artisti di strada, che contribuiscono a creare un’atmosfera festosa
Birmingham – Mercatino di Natale
17 novembre 2024 – 6 gennaio 2025
Il mercatino di Natale di Birmingham, il più grande mercatino di Natale oltre i confini della Germania e dell’Austria è uno dei preferiti dagli inglesi. Oltre ottanta le bancarelle, con una vasta gamma di regali tradizionali, a cui si affianca l’opportunità di vivere lo spirito tedesco gustando Schnitzel, Bratwurst, Glühwein e Weissbier. Il mercatino si trova in Victoria Square ed è accompagnato da un vivace programma di musica dal vivo con canti natalizi per accompagnare lo shopping.
Leeds – Mercatino di Natale
22 novembre – 22 dicembre 2024
Il mercatino di Natale di Leeds si svolge in due punti nevralgici del centro città: Millennium Square a City Square, ed è animato da bancarelle in legno in stile bavarese che vendono prodotti regionali insieme a quelli internazionali. Novità del 2024 è un mercato artigianale che si tiene ogni sabato e domenica durante il mercatino di Natale a Bond Court, nel centro della località, con bancarelle che celebrano i produttori e gli artigiani locali. A corollario, una pista di pattinaggio all’aperto, la Ice Cube, e aree bar all’aperto.
Cardiff – Mercatino di Natale
14 novembre – 23 dicembre 2024
Il mercatino di Natale di Cardiff conferisce un segno tangibile di festa nel cuore della capitale gallese, trasformando il centro della città in un paese delle meraviglie invernale. Situato lungo le strade pedonali intorno a St. John Street, Working Street e The Hayes, il mercatino presenta numerose bancarelle decorate che offrono una varietà di regali artigianali, opere d’arte e prodotti di provenienza locale. Le prelibatezze delle festività, tra cui vin brulé e torte gallesi appena sfornate, sono solo alcune chicché da non perdere.
Winchester – Mercatino di Natale della Cattedrale
22 novembre – 22 dicembre 2024
Sullo sfondo della grande cattedrale di Winchester, il mercatino di Natale è un appuntamento annuale delle festività natalizie. I suoi espositori, accuratamente selezionati, offrono regali originali, decorazioni, birra artigianale e vin brulé e rappresentano una gradita alternativa alla grande distribuzione. Il mercatino si concentra anche sulla sostenibilità e presenta un’ampia gamma di venditori del territorio.
Stratford-upn-Avon – Mercatino di Natale
7 – 9 dicembre e 14 – 15 dicembre 2024
Il mercatino di Natale di Stratford-upn-Avon torna nel 2024 con un nuovo allestimento, progettato per migliorare l’esperienza dei visitatori. Il mercatino, che si svolge nei due fine settimana “centrali” di dicembre, ospita duecento bancarelle in Wood Street, Union Street e High Street. Quest’anno il mercatino sostituirà il luna park con un intrattenimento itinerante per le strade della città creando un’esperienza coinvolgente per i visitatori.
Bristol – Mercatino di Natale
1 novembre – 23 dicembre 2024
Situato nel cuore del centro di Bristol, il mercatino di Natale presenta oltre trentacinque bancarelle che propongono oggetti di artigianato fatti a mano e leccornie stagionali. I visitatori possono sorseggiare cioccolata calda o vin brulé e gustare involucri di Yorkshire pudding. L’intrattenimento comprende apparizioni di Babbo Natale, elfi che camminano sui trampoli e cori natalizi, creando un’atmosfera magica per tutte le età.
Durham – Festival di Natale
6 dicembre – 8 dicembre 2024
Il Festival di Natale di Durham, espressamente concepito per le famiglie, offre tre vivaci mercati con oltre duecento commercianti indipendenti. Sono presenti il tendone dell?Artigianato e dei Produttori sul Palace Green, le quaranta attività commerciali locali della Durham Market Hall e il Festive Outdoor Market nella Market Place. La città ospita anche una serie di intrattenimenti natalizi, fra i quali spicca la parata delle lanterne per bambini del 7 dicembre 2024.
Mercatino di Natale di Chester
15 novembre – 22 dicembre 2024
Il mercatino di Natale di Chester torna nel cuore della città nell’avvento 2024 offrendo un’esperienza festiva con settanta bancarelle raggruppate intorno a uno scintillante albero di Natale e al municipio. Un mercatino dal fascino particolare nel quale spiccano i prodotti locali, l’artigianato e i monili, il tutto nella cornice storica di Chester.
Eclettica, l’Inghilterra. Costellata da località dall’indole cosmopolita, talvolta solenni e maestose, sovente con un alter ego frizzante e creativo. Un’alchimia di tradizione e innovazione che emerge quotidianamente in questa destinazione la cui attrattiva si stempera – anche – nella diversificazione: gotico, barocco, outsider art, surrealismo e post moderno vi convivono in sequenze di fotogrammi ed è proprio nelle sfaccettature che l’Inghilterra esprime il suo Dna. Affascinante è la sua imprevedibilità: la si immagina compassata e austera, la si scopre ironica, dissacratoria e geniale, intessuta di originalità progettuale, con la capacità di creare attrattive e tendenze. Difficile stabilire quanto sia rapida l’evoluzione continua di questa isola-universo: percorre il tempo velocemente, è proiettata nel futuro ma esibisce con orgoglio villaggi nei quali il tempo sembra essersi fermato. Al contempo, è intessuta di città industrializzate ricche di sapienza e valenza come Liverpool, capitale europea della cultura nel 2008. Forziere di innovazioni tecnologiche – è la settima potenza worldwide nel contesto economico – e di centri di ricerca nei settori-chiave quali scienza, medicina e ingegneria, l’Inghilterra può essere compendiata nella parola “qualità”. Non solo. Le università di Oxford e Cambridge hanno solcato l’alveo della letteratura mondiale mentre le travolgenti pennellate di Turner e Constable fanno da sfondo a percorsi d’arte all’insegna di distillati di luce così come Shakespeare conduce il viaggiatore nei suoi capolavori letterari e non è da meno l’Unesco, che vanta una ventina di siti in territorio inglese. Un distillato di sorprese e novità, l’Inghilterra, camaleontica nel suo susseguirsi di colline, brughiere, parchi naturali e poi fiumi, laghi, scogliere, baie e marine.
Con orgoglio e per sfizio
E poi le città, come Bath – patrimonio dell’Umanità e distesa sulle rive dell’Avon -, con le sue terme, i musei e le gallerie d’arte. E le Costwolds, silenziose vallate con alture boscose e borghi dalle abitazioni in pietra cui arrivare per degustare, come welcome, un superbo Costwold Cream Tea. Seduzione pura sono gli scenari del Lake District e di Cumbria, seguiti a ruota da Liverpool, Manchester e dal Peak District. La prima è sinonimo di Beatles, icona mondiale della musica, la seconda, famosa per essere un epicentro calcistico, si fa strada anche come centro culturale di spessore. Coreografie d’autore per il Sussex, set dei più significativi avvenimenti storici della destinazione, da ripercorrere in occasione di rivisitazioni in costume nella pluralità di manieri e dimore storiche che costellano l’area, perfetta anche per sfidarsi a cricket. A vele spiegate, invece, si veleggia verso avventure all’insegna di Nettuno nella cosmopolita Brighton e nelle raccolte località della Cornovaglia, seguita a ruota dal Devon. Il “giardino d’Inghilterra” è il Kent, con la sua Canterbury: architettura Tudor, roccaforti e percorsi enogastronomici in tipiche cantine così come in location “stellate” e di stato, visto che nel distretto spicca Chartwell, “casa” di Sir Winston Churchill. Fotogrammi medievali nello Yorkshire, con la sua portavoce, Durham, situata su uno spuntone roccioso circondato dal fiume Wear, iscritta nel patrimonio dell’Unesco con la sua cattedrale normanna e il castello. Ama – involontariamente? – stupire, l’Inghilterra. E ci riesce, sempre.
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Events and amusement
L’Inghilterra è inarrestabile nel proporre eventi. Fra questi, alcuni sono dei veri e propri must come il Glyndebourne Festival Opera, festival di opera lirica che va in scena annualmente a Glyndebourne – vicino a Lewes, nell’East Sussex – e straordinaria è la Glyndebourne Touring Opera, che nella sua prima stagione – circa mezzo secolo fa – portò i suoi spettacoli a Newcastle, Liverpool, Manchester, Sheffield e Oxford. Eccellenza anche nello sport,
con riflettori puntati sull’equitazione – “The sport of Kings” – e quindi sull’ippodromo di Ascot, nell’omonima località, nel Berkshire, a una decina di chilometri dal castello di Windsor. Quanto al golf, nello spicchio nord-occidentale inglese si distende la cosiddetta “Golf Coast”, che ospita una ventina di campi da golf del Paese. Nell’area ve ne sono tre particolarmente rinomati: quello di Birkdale, di Liverpool e di Lytham & St Annes.
Luciana Francesca Rebonato per Sartorialinguistica
Sessanta tra isole e isolotti a circa cinquanta miglia a est di Puerto Rico, nell’area nord-occidentale del Mar dei Caraibi. Sono le Isole Vergini Britanniche, disseminate come coriandoli fra le onde di Nettuno, un arcipelago prescelto – soprattutto – dagli appassionati di vela, snorkeling e yachting. Il territorio britannico comprende una quarantina di isole con delle star del calibro di Tortola – con Road Town, la capitale – Anegada, Virgin Gorda e Jost Van Dyke. Una destinazione dalla topografia dinamica e diversificata che consente numerose direttrici di scoperta e fruizione. Ogni isola, infatti, si contraddistingue per carattere e caratteristiche e fra queste spiccano l’unicità di The Baths – piscine d’acqua salata dalle cromie verde smeraldo a Virgin Gorda -, l’Anegada Flamingo Pond – il trionfo di fenicotteri rosa in un’area naturale dedicata -, la scenografica spiaggia di White Bay a Jost Van Dyke – dal nome del famoso pirata – e la sommità della Mount Sage a Tortola, la vetta più alta dell’isola con un’altitudine di 530 metri. Mare e turismo sostenibile in tutte le sue accezioni, dunque, in uno scenario nel quale il tempo sembra essersi fermato: un paradiso terrestre e un eden pelagico, con i fondali dell’arcipelago che custodiscono alcuni dei più interessanti relitti sommersi dei Caraibi come la RMS Rhone, nave situata a circa venti metri di profondità. Tutt’oggi intatta, è visitabile grazie a immersioni con esperti. Una vera e propria avventura affiancata da ulteriori, intriganti imprese che le autorità locali hanno deciso di valorizzare istituendo la BVI Wreck Week, una settimana in cui i tesori marittimi del territorio vengono valorizzati.
Sussurri di calypso e soffi di alisei
Un volto caraibico, una storia britannica e venti di libertà. A Tortola, infatti, gli inglesi decisero di abolire la schiavitù e sempre qui venne edificata la St. Philipp, la prima chiesa per afroamericani liberi. Un passato da conoscere e vivere in prima persona partecipando ai numerosi eventi che animano le British Virgin Islands a iniziare dalla BVI Summer Fest, dedicata proprio alla liberazione degli schiavi africani e che si stempera sulle note del calypso, il ritmo musicale da loro introdotto. Vento in poppa per la celebre Annual Spring Regatta di Road Town ad aprile – tra le più famose kermesse veliche dei Tropici – mentre gli appassionati di windsurf si incontrano alla fine del mese di giugno per la settimana della HIHO Races. La KPMG Tortola Torture è invece l’evento sportivo più estremo – solo il 22% del tracciato è su terreno pianeggiante – delle British Virgin Islands: una maratona di cinquantaquattro chilometri con percorsi che si snodano lungo tutta l’isola in un susseguirsi di panorami onirici, foreste rigogliose e spiagge da instagrammare. Itinerari del gusto con il Festival gastronomico, che annualmente e per tutto il mese di novembre punta i riflettori sulle prelibatezze locali: fra gli appuntamenti più rilevanti emergono Taste of Tortola, Barefoot Gourmet Soirée, Taste of Virgin Gorda, Jost Pork e lo sfizioso Anegada Lobster Festival, ovvero l’occasione di assaporare l’aragosta spinosa – la specie locale del crostaceo – cucinata con maestria e fantasia, accompagnata dal cocktail per eccellenza delle Isole Vergini Britanniche, il Painkiller. A dicembre, a chiudere in bellezza il mese, provvede il party di Capodanno del Foxy’s di Jost Van Dyke, famoso in tutto il mondo per le sue celebrazioni di fine anno.
Luciana Francesca Rebonato per Sartoria Linguistica
God save the King e i British Overseas Territories, ovvero i territori d’oltremare britannici, quattordici entità territoriali disseminate nel mondo che si trovano sotto la sovranità del Regno Unito. Non i reami del Commonwealth – quindici dei cinquantasei stati totali – bensì una pluralità di territori che condividono re Carlo III come capo di Stato. Alcuni dei territori permanentemente abitati sono internamente autonomi, con il Regno Unito che mantiene la responsabilità per la difesa e le relazioni estere. Il libro del tempo insegna che a ogni pagina, capoverso e perfino rigo emergono novità che mappano il disegno cartografico della storia arricchendola di nuove coordinate: nel maggio 2022, per esempio, in occasione del Giubileo di Platino di Elisabetta II, madre di re Carlo III, otto città del Regno Unito sono state “promosse” allo status di municipi urbani e, fra queste, anche due località in territori d’oltremare: Stanley, capitale delle isola Falkland, e Douglas nell’isola di Man. Dal novembre 2021, invece, le Isole Barbados sono ufficialmente una repubblica indipendente. Un passato complesso e antico, quello dei territori d’oltremare inglesi, che affonda le sue radici nei secoli scorsi, con la denominazione attuale ascrivibile a una legge del 2002 introdotta con il British Overseas Territories Act, mentre prima del 1983 i territori erano definiti “Colonie della Corona”. L’inizio del colonialismo inglese è segnato da una data ben precisa, il 1607, con la fondazione del primo insediamento in Virginia – Stati Uniti d’America – con la massima espansione che si stempera dal XVII al XIX secolo in India, in Africa, nel nord America e in Australia. La storia è in continua evoluzione e nel suo scorrere tutto cambia o si modifica. Per circa trecento anni il Regno Unito è stato protagonista sul mare e ha costruito il più grande impero coloniale mai esistito. Oggi è possibile ripercorrerne i principali passaggi leggendo o viaggiando nelle destinazioni percorrendo a ritroso il tempo. Pensando, magari, che dove gli odierni “kettuvallam” fendono le onde trasportando riso, nel Settecento e Ottocento a issare le vele erano gli East Indiaman, – della English East India Company -, la cui forma riprendeva quella dei galeoni e dei vascelli dell’epoca. E che potevano imbarcare fino a mille tonnellate di tè.
British Overseas Territories: Anguilla, Bermuda, Territorio antartico britannico, Territorio britannico dell’Oceano Indiano, Isole Vergini britanniche, Isole Cayman, Isole Falkland, Gibilterra, Montserrat, Isole Pitcairn, Sant’Elena, Ascensione e Tristan da Cunha, Georgia del Sud e Isole Sandwich meridionali, Area delle Basi Sovrane di Akrotiri e Dhekelia, Turks e Caicos.
Luciana Francesca Rebonato per Sartoria Linguistica
Sulla scia di una parola l’emozione si mette in viaggio. E si addentra nel mondo della traduzione e della comunicazione, della letteratura e della cultura, percorrendo strade che rivelano grandi classici e inaspettate sorprese. Un viaggio attraverso le unicità di pensieri e concetti, di territori e tradizioni, di significati e valori: è questo il filo conduttore della rubrica Approfondimenti, che apre il sipario sull’indiscutibile importanza dei traduttori, della loro necessaria competente valenza. Il mondo contemporaneo è contraddistinto dalla globalizzazione e dall’informazione in tempo reale, ma un tempo le opere di grandi autori – così come di artisti “minori” – e i luoghi nei quali scrivevano erano delimitati dai confini geografici. Il pianeta, a livello internazionale, è stato scoperto e diffuso grazie allo sguardo attento del traduttore, che ha consentito di divulgare caratterizzazioni, diversificazioni, autenticità e genius loci dei territori. Prima del business, il valore culturale: le persone, le differenziazioni, le singole tessere di mosaico che in un gioco di chiaroscuri compongono ogni singola opera, creata e riportata fedelmente. Questa rubrica muove dall’intento di esplorare i contesti di Sartoria Linguistica, di procedere dalla visione d’insieme all’analisi del dettaglio: un’immersione negli approfondimenti delle tematiche del sito e, anche, la scoperta di Paesi vicini e lontani nei quali si parlano le principali lingue straniere. Come alter ego, la rubrica propone una panoramica sulle notizie che nell’essere “il presente” sono, al contempo, un passaporto per il futuro. Una rassegna stampa in lingua originale che informa e accresce. Un sito, Sartoria Linguistica, nel quale ogni servizio di traduzione, revisione e formazione è curato in ogni aspetto, con tempistiche e contenuti realizzati fedelmente e in maniera sartoriale. Tailor made, naturalmente.
Luciana Francesca Rebonato per Sartoria Linguistica