
Ottanta e sessanta. Sono i numeri dell’Unesco che ricorrono nel 2025 nel Regno Unito: l’ottantesimo genetliaco dalla data di fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura avvenuta a Londra nel 1945 e i – circa – sessanta siti disseminati in Gran Bretagna, destinazioni naturali e culturali dalla fama planetaria. Dagli aspri paesaggi delle Shetland alla verticalità delle scogliere stemperate in estuari sinuosi dell’Isola di Wight passando per il Lake District, la Cornovaglia e il Devon, per esempio. Con evergreen del calibro della Torre di Londra, il palazzo e l’abbazia di Westminster, la cattedrale di Canterbury, Exeter ed Edimburgo, Bristol e Bath, Brighton e molti altri ancora. Un’alchimia di unicità che si estende alle Riserve della Biosfera e ai Geoparchi, un viaggio nel tempo e nella storia lungo direttrici di unicità. Vediamone alcuni.
Lake District, Cumbria
È famoso per le sue iconiche colline illuminate da squarci di luce che passano attraverso nuvole che corrono veloci, i suoi laghi scintillanti e l’eredità letteraria, il Lake District, per secoli musa ispiratrice di poeti, avventurieri ed escursionisti. Il viaggio può iniziare dal Dove Cottage e Wordsworth Grasmere, l’antica abitazione di William Wordsworth -considerato insieme a Coleridge il fondatore del movimento romantico in Inghilterra -, nella quale compose alcune delle sue opere più famose. La visita racconta soprattutto la vita creativa di Wordsworth attraverso una collezione di manoscritti, diari, lettere, poesie pubblicate e oggetti personali. Dalla letteratura alla preistoria con il Castlerigg Stone Circle: il mistico anello neolitico di pietra, precedente a Stonehenge, che offre un panorama stupefacente sui Laghi. Il lato più selvaggio dei Laghi conduce invece a Wild Human, sinonimo di esperienze outdoor dal bushcraft al nuoto in acque libere fino a corsi di sopravvivenza nella natura incontaminata della Cumbria. Dal sole al sottosuolo con avventure nella miniera di ardesia di Honister, dove le scalate su vie ferrate e i tour sotterranei consentono di rivivere il periodo industriale della regione.
Vallo di Adriano, Northumberland
Con la bussola puntata verso i paesaggi selvaggi dell’Inghilterra settentrionale si arriva al Vallo di Adriano, uno dei siti più emblematici del patrimonio Unesco in Gran Bretagna. Fondato dai Romani quasi duemila anni al fine di sorvegliare la frontiera settentrionale dell’impero, la monumentale struttura affascina ancora oggi con le sue dimensioni e i suoi siti archeologici. Dalle rupi spazzate dal vento del Forte Romano di Housesteads al tesoro di Corbridge – oggetti in ferro rinvenuti nel 1964 presso il sito -, camminare lungo il Vallo di Adriano consente un viaggio nel tempo. Si possono anche seguire le orme dei legionari romani lungo il “Sentiero del Vallo di Adriano”, un percorso panoramico a “lunga distanza”: si tratta di un sentiero nazionale di centotrentacinque chilometri che si snoda da costa a costa, offrendo viste spettacolari della campagna del Northumberland. Un’escursione completa richiede circa una settimana, ma si possono percorrere tratti più brevi, passeggiando fra rovine ben conservate e musei che illustrano la vita romana sulla frontiera.
Paesaggio minerario della Cornovaglia e del Devon occidentale, Cornovaglia e Devon
L’eredità mineraria della Cornovaglia e del Devon occidentale è intessuta nelle aspre scogliere, nelle brughiere ondulate e nelle valli nascoste di questo paesaggio annoverato nel patrimonio dell’Unesco. Un tempo cuore dell’industria mondiale del rame e dello stagno, la regione è oggi un forziere di siti storici, paesaggi costieri e avventure all’aria aperta. Dalle rovine delle abitazioni – denominate “case-motori” – appollaiate sopra l’Oceano Atlantico alle storie dei minatori che hanno plasmato questa terra, esplorare la zona è come entrare in un libro di storia. Si può iniziare il viaggio a St Michael’s Mount, un’isola soggetta alle maree e ricca di leggenda, camminare lungo la strada – rialzata – con la bassa marea o esplorare il castello medievale, i giardini subtropicali e ammirare il regno di Nettuno. Per una “fuga culturale con vista”, da non perdere è il Minack Theatre, un anfiteatro all’aperto scavato nelle scogliere sopra Porthcurno. Creato da Rowena Cade negli anni Trenta del Novecento, ospita opere teatrali, musical e spettacoli da primavera a ottobre, il tutto sullo sfondo delle onde che si infrangono sulle scogliere sottostanti. Per assaporare la Cornovaglia a ritmo lento, l’ideale è il Camel Trail, un percorso panoramico di ventotto chilometri lungo una linea ferroviaria dismessa. Il suo tracciato si stempera attraverso boschi, estuari e l’affascinante cittadina di Padstow.
Castelli e mura di Re Edoardo in Gwynedd, Snowdonia (Eryri)
Statuari giganti di pietra. Sono i castelli e le mura urbane di Re Edoardo a Gwynedd, annoverati fra le più belle fortificazioni medievali in Europa. Costruiti alla fine del XIII secolo da Edoardo I per conquistare il Galles, queste roccaforti – Caernarfon, Conwy, Harlech e Beaumaris – rimangono imponenti esempi di architettura militare. Ma al di là delle loro mura fortificate e dei merli strategici, questa regione offre numerose direttrici di scoperta. Per un viaggio panoramico si consiglia la Snowdon Mountain Railway, che dal 1896 conduce sulla cima della vetta più alta del Galles: mentre il trenino sfreccia verso i 1.085 metri di altitudine, il paesaggio dal finestrino scorre come in uno dei migliori slideshow. Per quattro passi nella cultura, invece, ci sono le rovine del palazzo vescovile di St Davids, un tempo dimora dei vescovi medievali e oggi intrigante sito storico. In questa città, la più piccola della Gran Bretagna, è stato deposto Davide di Menevia, il santo patrono del Galles.
di Luciana Francesca Rebonato







